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Per una coltura di pace

Di nuovo un omicidio a sangue freddo. Un’intera famiglia, bimbi compresi è stata sterminata. Sono entrati furtivamente in casa, a passo felpato e lento per non essere scoperti. Era notte profonda, notte di tenebra e di terrore. Nel profondo silenzio risuona uno sparo, due spari, una infinità di colpi, e tutta la famiglia viene annientata in un batter d’occhio. E’ l’ennesimo atto di violenza e di vendetta per torti subiti

La violenza in questo territorio ha una lunga storia segnata dal coronel o signorotto che fa il bello e cattivo tempo; alimentata dalla complicità di cangaceiros, gruppi armati che nel XIX secolo hanno scorazzato soggiogando la povera gente; ed è sostenuta da una amministrazione pubblica da sempre nelle mani di gente corrotta, oltre che da lotte cruente fra famiglie benestanti e dalla coltivazione e commercio illegale di marijuana. Tutto ciò ha creato e sta creando fra la gente paura, insicurezza, sfiducia e omissione. Inoltre, la presenza di molte famiglie che, dopo la costruzione delle grandi dighe lungo il percorso del fiume Sao Francisco, sono state dislocate in aree semi-deserte, ha fatto sì che molti giovani, per mancanza di opportunità di lavoro onesto, entrassero nel narcotraffico. E così la violenza è aumentata a dismisura; siamo una delle regioni più violente della nazione brasiliana!

Di fronte a questa situazione la diocesi di Floresta, iniziò, una decina di anni fa, un progetto di educazione alla pace rivolto alle nuove generazioni, con la piena consapevolezza che l’educazione è il cammino per combattere questa cultura di violenza e di dipendenza. Il progetto, denominato “ Per una Cultura di Pace”, coinvolge più di quattro mila insegnanti presenti negli undici comuni della regione. Scopo del progetto è promuovere nelle scuole un cammino di Cultura di Pace, promovendo attività con gli alunni e con i genitori, e formando insegnanti capaci di aiutare i ragazzi ad assumere una nuova coscienza di cittadini, un atteggiamento di dialogo, un’etica di ascolto e di rispetto per le persone e per la natura. In queste settimane il progetto è diventato adulto: esso promuove, assieme all’università statale, un corso biennale di specializzazione in “Etica e Educazione per una Cultura di Pace”, corso rivolto a laureati, che attuano nelle scuole o nei movimenti sociali. Questa iniziativa pretende attingere le cause strutturali che generano violenza, disuguaglianza socio-culturale e, tramite un’educazione dialettica, costruire azioni e politiche pubbliche per combattere le cause che producono miseria, passività e condizioni disumane di vita. Questa piccola diocesi, nella sua povertà, sta realizzando una formazione a livello universitario, che permette di costruire cultura di pace. Siamo fieri di questa iniziativa, perché essa è la prima in tutto il Brasile. E’ proprio vero: dai poveri vengono cose grandi, essi sanno produrre cultura, e che cultura! Come dice Paulo Freire “Qui sta il grande compito umanitario e storico degli oppressi: liberare se stessi e gli oppressori. Coloro che, in forza del loro potere, opprimono, sfruttano e violentano, non possono avere la forza di liberare né gli oppressi né se stessi. Solamente il potere che nasce dalla debolezza degli oppressi sarà sufficientemente forte per liberare sia oppressi che oppressori” (La pedagogia degli oppressi, pag. 33). La diocesi di Floresta crede molto in questa proposta di formazione; essa può garantire un quadro di educatori qualificati che, nel nostro territorio, attueranno come protagonisti nella costruzione di un’educazione rivolta alla pratica di Etica, Giustizia e Pace. E con il poeta possiamo cantare:

“E’ necessaria la collaborazione di tutti,

per eliminare dal mondo l’oppressione.

Per costruire la vita nuova

abbiamo bisogno di molto amore.

La felicità abita a nostro lato

e chi non è sciocco può vedere

la Pace  sulla terra.

                                                        (Beto Guedes – Ronaldo Bastos)                              Felix   Tenero