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Gruppo di Galatina

La comunità di Lettura Popolare di Galatina prende lentamente il via nel 2008 con una serie di incontri promossi da Ettore Marangi, uno dei frati minori del Salento appena insediato nella fraternità della Basilica di Santa Caterina, che ha alle spalle un'esperienza di missione in Brasile. Incontri inizialmente rivolti ai giovani che, grazie alle celebrazioni eucaristiche domenicali nella piccola Chiesa di San Rocco, si estendono a persone di ogni età (la nostra più giovane lettrice ha 10 anni) interessate a riscoprire il messaggio liberante contenuto nella Parola. Persone accomunate da valori di condivisione, rinnovamento sociale e rispetto del territorio. Nell'Agosto del 2010 una buona parte del gruppo partecipa al Convegno Nazionale di Lettura Popolare della Bibbia tenutosi a San Fidenzio. Al ritorno condividendo l'esperienza con gli amici della comunità riflettiamo a lungo sull'importanza di quello scambio e della lettura della Parola con il metodo popolare. Incoraggiati e supportati dal coordinamento nazionale, cominciamo dunque un cammino più consapevole attraverso un corso biblico in auto-formazione sulla base dei testi Frigerio-Tenero.

La Parola fa da sfondo e motore sin dal principio ad ogni iniziativa della comunità. Rispondendo alla necessità di fare rete, intessiamo tra di noi relazioni di fraterna amicizia, e nel territorio siamo presenti al fianco di associazioni e movimenti che come noi si interessano di giustizia sociale, decrescita, difesa del territorio e gestione dei rifiuti (in particolare: centrali a biomasse, devastazione del fotovoltaico, incenerimento del CDR  nel Cementificio alle porte della nostra città), disagi sociali, discriminazione su base sessuale, supporto ai giovani salentini soffocati in sogni e potenzialità e alle donne del Salento talora vittime della cultura del silenzio (il fenomeno del Tarantismo può offrire a riguardo un interessante approfondimento sul tema). L'intero gruppo partecipa alle riunioni mensili della Commissione Giustizia, Pace e Integrità del Creato della famiglia francescana del Salento, con la quale coopera e scambia in materia ambientale, di integrazione delle minoranze culturali ed eventi religiosi.

In gennaio 2011 decidiamo di darci una identità, diventare realtà sul territorio, costituendoci sezione autonoma della già nata Associazione Egerthe, creata dal Gruppo di Ostuni, il cui scopo sociale è riscoprire attraverso le opere come noi possiamo realizzare il sogno di Gesù: la beatitudine degli ultimi in ogni angolo del salento e.. del mondo.

Quanto alle nostre riunioni, possiamo definirci un gruppo itinerante, dal nostro Convento di Santa Caterina alla Chiesetta di San Rocco, alla Chiesa di San Luigi che ci ospita dallo scorso autunno. In questo vitalizzante peregrinare abbiamo incrociato le nostre strade con piccole confraternite con le quali abbiamo collaborato pro-attivamente e in allegria, malgrado le iniziali incomprensioni determinate da tradizionalismi e costumi molto radicati.

Attualmente per le celebrazioni eucaristiche infrasettimanali ci riuniamo due volte a settimana in una delle sale del convento, in genere mercoledì e venerdì. Due sabati al mese ci riuniamo invece per il corso biblico e cerchiamo di coinvolgere anche amici delle zone limitrofe e delle parrocchie cittadine, gli incontri avvengono presso la sede di un'associazione presente da 15 anni nella nostra città che si occupa di sostenere Giovani Realtà nel mondo dell'arte e dello spettacolo, gestita da una amica della comunità.

Siamo per tradizione inclini a curare l'aspetto celebrativo, con musica, canti e drammatizzazioni. Attualmente ogni domenica del mese, nelle nostre case, organizziamo lezioni di danza orientale tenute da una delle nostre lettrici, abbiamo messo su un piccolo coro per le nostre celebrazioni. E' in atto inoltre un interessante programma di Cineforum, che ci vede insieme due domeniche al mese, nel pomeriggio.

La composizione della nostra comunità per ora è abbastanza dinamica, voci nuove impediscono a quelle vecchie di irrigidirsi, contiamo sulla volontà di aprirci, affrontando con ostinazione, sebbene non sempre con risultato, resistenze personali e culturali ben radicate.

L'augurio che facciamo a tutti lo raccogliamo dalle parole vibranti di un nostro conterraneo, Don Tonino Bello. Una preghiera che è un inno commovente all'amore per la vita e alla condivisione:

Cambierete il mondo e non lo lascerete cambiare agli altri.
Appassionatevi alla vita perché è dolcissima.


Mordete la vita.

Non accantonate i vostri giorni, le vostre ore, le vostre tristezze con quegli affidi malinconici ai diari.
Non coltivate pensieri di afflizione, di chiusura, di precauzioni.
Mandate indietro la tentazione di sentirvi incompresi.
Non chiudetevi in voi stessi, ma sprizzate gioia da tutti i pori.

Bruciate...

perché quando sarete grandi potrete scaldarvi ai carboni divampati nella vostra giovinezza.

Incendiate...
non immalinconitevi.

Perché se voi non avete fiducia,
gli adulti che vi vedono saranno più infelici di voi.

Coltivate le amicizie, incontrate la gente.
Voi crescete quanto più numerosi sono gli incontri con la gente, quante più sono le persone a cui stringete la mano.

(Don Tonino Bello)




 
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